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venerdì 13 novembre 2020

STEP #19 - L'abbecedario

 

A: aereofotogrammetria, campo tecnologico dello Stereosimplex

B: brevetto, attestato, concesso da apposito ufficio, che garantisce la priorità e il diritto esclusivo di sfruttamento industriale di un'invenzione
 
C: Calci, città natale del Santoni
 
D: dimensione, quella dei fotogrammi fotorestituiti, 230 mm x 230 mm

E: Ermenegildo, Santoni
 
F: fotogramma
 
G: Galileo, Officine

H: Humphrey, ad egli è attribuita la scoperta dell'alluminio, elemento utilizzato per la costruzione dell'ossatura dello Stereosimplex

I: Italia
 
L: lenti, quelle utilizzate nel gruppo ottico per generare l'illusione di tridimensionalità

M: militare., il campo applicativo nelle prime fasi di utilizzo dello strumento

N: novità, la possibilità di poter fotorestituire in fretta il risultato del rilievo fotografico

O: ottica, branca della fisica pertinente al principio base di funzionamento dello Stereosimplex

P: pellicola, supporto cartaceo per generare i fotogrammi
 
Q: quadrangolo, obiettivo fotografico in forza agli struementi per il rilievo fotografico, specifico per la ripresa di grandi soggetti, ne esaltata la sensazione di spazio e di profondità
 
R: restituzione
 
S: stereoscopia
 
T: topografia
 
U: unità, quelle a denominatore nella scala di rappresentazione dei fotogrammi restituiti al pantografo, ossia 1:25.000 - 1:100.000 
 
V: visualizzazione
 
Z: zinco, elemento necessario per delineare le curve di livello in fase di restituzione dei fotogrammi al pantografo

giovedì 15 ottobre 2020

Step #05 - Il principio fisico

Lo Stereosimplex basa il proprio principio di funzionamento su semplici leggi fisiche, nel panorama della fisica classica: il moto di puro di rotolamento (meccanica classica) e la vista stereoscopica (ottica). 

Il moto di puro rotolamento coinvolge oggetti di forma sferica, ellissoidale, cilindrica; il corpo rigido acquista energia cinetica, ruotando attorno ad uno dei suoi assi di simmetria.

L'apparato di collimazione dello Stereosimplex si basa un buon numero di guidovie che accolgono "ruote" a superficie liscia, responsabili del moto a basso attritto di tutte le parti meccaniche che favoriscono la collimazione: un sistema di maniglie per grandi e piccoli spostamenti assicura mobilità sul piano orizzontale dell'operatore, mentre un volantino assicura gli spostamenti nella direzione perpendicolare al piano.





La vista stereoscopica è il risultato ottenuto quando gli occhi dell'uomo, posti ad una distanza interpupillare di 60-65 mm, osservano un oggetto: sulle rispettive retine si formano due immagini leggermente diverse (in quanto cambia il punto di vista) che vengono elaborate dal cervello in modo da esser percepite come un'unica immagine tridimensionale: il cervello umano produce una sintesi delle due immagini.

Un sistema di lenti, specchi e prismi viene usato per riflettere le fotografie stereoscopiche sulla tavola da disegno in modo da essere riprodotte im maniera precisa, correggendo anche le distorzioni attraverso il correttore di distorzione, basato anch'esso sull'ottica, che ingrandisce o diminuisce l'angolo focale.

 

Risorse accessibili:

 Bibliografia in rete:

Bibliografia:
  • Moto di Roto Traslazione, Fisica I, Capitolo 7, Paragrafo 7.8, Mazzoldi, Nigro, Voci
  • Ottica Geometrica, Elementi di Fisica, Volumen 2, Capitolo 12, Mazzoldi, Nigro, Voci